L’avvocato, rispetto a molte altre professioni, affronta una variabile che non può controllare: l’alea del giudizio.
A volte per tenere un cliente non basta essere puntuale, preciso, preparato ed anche competitivo nei costi, perché il diritto non è una scienza esatta.
Puoi preparare una strategia impeccabile, studiare ogni dettaglio, dedicare tempo ed esperienza a una causa… ma la decisione finale spetta sempre al giudice che si fa una sua idea, a volte sbagliata
Per questo, nel rapporto con un cliente, soprattutto se di lunga durata, può capitare che una pratica non si concluda come sperato. Ed è proprio in quei momenti che si misura il vero valore della relazione.
La fedeltà di un cliente non dipende solo dal costo di una parcella. Dipende dalla fiducia, dalla trasparenza, dalla capacità di spiegare rischi e opportunità, dalla disponibilità, dall’ascolto e dalla sensazione di avere accanto un professionista che tutela davvero i tuoi interessi.
Una sentenza può essere sfavorevole. Ma un rapporto costruito con competenza, correttezza e comunicazione può continuare nel tempo.
Con alcuni tra I nostri clienti il rapporto risale proprio dagli anni novanta, quando noi ci stavamo affacciando al mondo della professione, mentre dall’altra parte c’era un giovane imprenditore.
E potersi ritrovare oggi, quando da un lato o dall’altro si fanno strada le seconde generazioni che all’epoca non c’erano ancora, può essere un’occasione per ricordare il percorso fatto insieme, tra alti e bassi.
Ma quando arrivano i bassi, e non è possibile che in trent’anni non ci siano, l’importante è metterci la faccia.

