Interessante analisi dell’avv. Andrea Brenna
La Corte d’Appello di Milano (sent. n. 549/2026) assolve un manutentore accusato di truffa dopo aver incassato il compenso senza eseguire il lavoro.
Un privato incarica un manutentore di riparare un condizionatore.
Il compenso viene pagato anticipatamente.
Il lavoro però non viene mai eseguito.
Scatta la querela per truffa.
Il Tribunale di Monza condanna l’imputato.
Secondo il giudice, il mancato adempimento dimostrava l’intento di ingannare il cliente.
La Corte d’Appello di Milano ribalta la decisione.
Non ogni inadempimento contrattuale integra il reato di truffa.
Occorrono:
• artifici o raggiri; • induzione in errore della vittima; • atto di disposizione patrimoniale; • profitto ingiusto con altrui danno.
La Corte non ha rilevato:
• false qualifiche professionali; • incapacità originaria di eseguire il lavoro; • condotte seriali verso altri clienti; • altri elementi indicativi di
La semplice volontà di non adempiere un contratto non basta a configurare il reato di truffa.
Serve la prova che l’inganno fosse presente fin dall’inizio del rapporto.
Resta possibile agire in sede civile per:
oppure

