Interessante analisi dell’avv. Andrea Brenna
 La Corte d’Appello di Milano (sent. n. 549/2026) assolve un manutentore accusato di truffa dopo aver incassato il compenso senza eseguire il lavoro.
📌 I fatti
Un privato incarica un manutentore di riparare un condizionatore.
Il compenso viene pagato anticipatamente.
Il lavoro però non viene mai eseguito.
Scatta la querela per truffa.
⚖️ La sentenza di primo grado
Il Tribunale di Monza condanna l’imputato.
Secondo il giudice, il mancato adempimento dimostrava l’intento di ingannare il cliente.
✅ L’assoluzione in appello
La Corte d’Appello di Milano ribalta la decisione.
Non ogni inadempimento contrattuale integra il reato di truffa.
🔍 Quando c’è truffa?
Occorrono:
• artifici o raggiri; • induzione in errore della vittima; • atto di disposizione patrimoniale; • profitto ingiusto con altrui danno.
❌ Cosa mancava nel caso concreto?
La Corte non ha rilevato:
• false qualifiche professionali; • incapacità originaria di eseguire il lavoro; • condotte seriali verso altri clienti; • altri elementi indicativi di
📖 Principio di diritto
La semplice volontà di non adempiere un contratto non basta a configurare il reato di truffa.
Serve la prova che l’inganno fosse presente fin dall’inizio del rapporto.
🛠️ Quali rimedi per il cliente?
Resta possibile agire in sede civile per:
✔ ottenere l’adempimento;
oppure
✔ chiedere la risoluzione del contratto;
✔ ottenere la restituzione delle somme versate;
✔ domandare il risarcimento del danno.